martedì 3 agosto 2010

Afragola-Ragazza salvata dai Vigili del Fuoco



Afragola, 1.15 del 31/07/2010, un temporale imperversa sulla provincia napoletana all'improvviso un fragore ed un fabbricato di tre piani viene giù come la carta pesta. L'arrivo dei vigili del fuoco è rapido, sono gli uomini del distaccamento di Afragola, sono i primi ad arrivare ed innanzi a loro si presenta la tragedia. Un fabbricato di tre piani fuori terra si è sgretolato, chiamano la sala operativa e chiedono il rinforzo di uomini e mezzi. Iniziano a scavare, sotto un acqua incessante, ma loro non se ne preoccupano, sanno che la loro missione è quella di salvare vite umane.
Oltre le difficoltà tecniche gli uomini dei vigili del fuoco sono rallentati dall'interferenza dei parenti e curiosi, comprensibile ma non accettabile, bisogna far presto sotto le macerie ci sono delle persone.
Dopo nove ore di estenuante lavoro, vengono recuperati i primi corpi, ma l'opera non si ferma e dopo poco un terzo corpo viene recuperato. A quel punto la tragedia è acclarata, ma i soccorritori non si fermano, vanno avanti sanno che uno dei corpi era la nonna di una bimba di dieci anni.
Si continua a scavare, si viene aiutati dai mezzi meccanici, si sollevano i pezzi più pesanti, sul posto dal mattino è giunto anche lui, l'ispettore dei Vigili del Fuoco Francesco De Martino, istruttore di opere provvisionali, scruta lo scenario, individua un cunicolo, si cala all'interno. Lui lo fà per istinto, anche se poi mi confessa: " non credevo di trovarla ancora in vita", ma lui è un guerriero, non demorde. Si infila tra le macerie e percorre pochi metri, fa scivolare le sue braccia alla ricerca della bambina. Sente un lamento. Allunga la mano e con le punta riesce a sfiorare il viso della bimba, è viva.Sono le 13.45.
Si fa coraggio, anche se sa che la situazione è critica, da un momento all'altro può cadere del materiale che non è stabilizzato, è in pericolo di crollo.
Cammina con il corpo che struscia sulle macerie e si accerta delle condizioni della piccola Imma, le parla, lei risponde.La piccola ha solo il volto libero dalle macerie. A questo punto si decide di aprire un altro varco a valle per poter liberare dai detriti la piccola, le operazioni vanno avanti. Alle 16.15 la piccola è quasi libera, ha ancora un piede incastrato ma il lavoro fin qui effettuato permette ai sanitari di iniziare le prime cure, si scava ancora e alle 16.45 si riesce a liberare la bambina e portarla fuori affidandola ai sanitari. I vigili del fuoco la tirano fuori, lui il nostro "Franco" le va vicino lei lo riconosce e gli regala una bambolina che fino ad allora aveva tenuto stretta a se, a ringraziarlo per averla tirata fuori. E lui la sorride e sa che tutto questo è stato possibile grazie alla grande sinergia dei Vigili del Fuoco che hanno lavorato incessantemente per quasi quindici ore. Dopo poco arrivano le buone notizie dall'ospedale.La bambina è salva.
Oggi son passato a salutare il "guerriero" nel suo ufficio, accanto al suo primo casco da pompiere e alle cose più care della sua carriera ha riposto la bambolina e mentre mi racconta l'intervento nei suoi occhi si legge tutta l'emozione.
Lo saluto, chiudo la porta e ringrazio di aver conosciuto un uomo eccezionale.

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